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OBBLIGATORIETA’ ISCRIZIONE ALBO

OBBLIGATORIETA’ ISCRIZIONE ALBO
 

Data 10 marzo 2016
Oggetto: OBBLIGATORIETA’ ISCRIZIONE ALBO

A seguito recente divulgazione mezzo quotidiano locale circa l’assolvimento di professionisti infermieri dall’accusa di esercizio abusivo della professione a seguito di mancata iscrizione all’Albo, questo Collegio, che si è già attivato per intraprendere i passi necessari, precisa quanto segue.
L’ iscrizione agli Albi professionali per l’esercizio della professione è obbligatorio.
Lo è ai sensi della legge 43/2006 che non è attuata SOLO per quanto riguarda la delega per la costituzione degli ordini professionali delle professioni sanitarie (articolo 4), ma è in vigore per tutte le altre previsioni, compresa quindi quella prevista dall’articolo 2, comma 3. Il principio non è di oggi: il Ministero della Salute ha già dato, su richiesta della Federazione Nazionale
Collegi IPASVI, la sua interpretazione autentica della legge, che si riassume di seguito per punti, in modo da evitare che possano esserci ulteriori fraintendimenti, analoghi a quelli nati con le notizie dei media e con la recente sentenza del Tribunale di Venezia numero 266/16:
1) l’obbligatorietà del l’iscrizione all’albo professionale sancita dall’articolo 2 comma 3 della legge 43/2006, estesa anche ai pubblici dipendenti, è requisito essenziale e indispensabile per poter svolgere senza condizioni l’attività sanitaria sia come libero professionista sia nell’ambito del rapporto di servizio in regime di lavoratore dipendente;

2) della legge 43/2006 solo l’articolo 4, concernente lo concessione della delega al Governo per l’istituzione degli Ordini professionali, risulta essere inapplicabile, in quanto il termine temporale per l’approvazione del relativo decreto legislativo è scaduto. I restanti articoli della legge, e quindi anche l’articolo 2 comma 3, sono vigenti;
3) in conseguenza della mancata attuazione della delega il principio dell’obbligatorietà di iscrizione all’albo professionale per l’esercizio della professione non vale SOLO nei confronti delle professioni per le quali non esiste un albo professionale;
4) la legge 43/2006, d’altra parte, ha avuto piena attuazione per tutte le sue parti diverse dall’articolo 4, come ad esempio nel caso dell’articolo 6 rispetto al quale l’accordo Stato-Regioni del l° agosto 2007 ha istituito le funzioni di coordinamento per le professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione. Appare quindi evidente l’insussistenza di ogni affermazione contraria alla legge e alla conferma sulla sua valenza e vigenza data dall’organo vigilante sulle professioni, il ministero della Salute, e confermata altresì da diverse decisioni della Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie. Risulta inoltre utile ricordare che il D.P.R. 27 marzo 2001, n. 220 (relativo alla disciplina concorsuale del personale non dirigenziale del SSN e che nel preambolo si richiama espressamente oltre che all’art. 5 c.3 del d.lgs. n. 502, anche al d.lgs. n. 761 del 1979), all’art. 2 c. l, lett. d, intestato “Requisiti generali di ammissione”, richiede per l’ ammissione ai concorsi il requisito della iscrizione all’albo professionale, ove richiesto per l’esercizio professionale”. Il successivo art. 51, intitolato “Iscrizione negli albi degli ordini e collegi professionali”, dispone che: “L’iscrizione negli albi degli ordini e collegi professionali, prevista tra i requisiti specifici nei concorsi disciplinati nel presente regolamento, non è richiesta ai fini della partecipazione ai concorsi per i dipendenti di amministrazioni pubbliche diverse dalle Aziende sanitarie che, in base all’ordinamento dell’ente di appartenenza, non possono risultare iscritti negli albi professionali”. Risulta ormai indefettibile l’approvazione del Ddl 1324 (Ddl Lorenzin) in merito alle “Deleghe al Governo in materia di (omissis) disposizioni di riordino delle professioni sanitarie, (omissis)” al fine di dare una univoca e incontrastabile conferma dell’obbligo dell’iscrizione all’albo di tutte le professioni sanitarie (anche quelle ad oggi senza albo) a tutela della salute dei cittadini.

Il Presidente del Collegio IPASVI di Vicenza
Dott. Federico Pegoraro

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