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7 APRILE 2018. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA SALUTE

7 APRILE 2018. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA SALUTE
 

7 APRILE 2018. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA SALUTE

LA SALUTE PER GLI INFERMIERI

Salus, salutis. La declinazione latina del termine, quando si accompagna alle varie locuzioni
giunte sino ai nostri giorni mantenendo inalterato il loro significato, sta ad indicare il mettere al sicuro e
il cercare scampo, il guarire e il salvare la vita, il ricevere la salute da qualcuno ed affidarla ad altri per la
propria salvezza, il garantire benessere e sicurezza.
Tra le curiosità su un tema tanto importante anche per gli antichi scopriamo che l’augurium salutis
era un rito augurale con cui si pregavano gli dei per la salute pubblica e ad salutem princeps era una guida
che aiutava a conservare lo stato di salute, una sorte di moderno vademecum di consigli di educazione
sanitaria. Allora come oggi la legge degli uomini sanciva la tutela della salute nella collettività e
riconosceva l’importanza di informare la popolazione su norme di igiene e sui corretti stili di vita da
adottare per prevenire la malattia.
Per Ippocrate la salute è un’armonia tra spirito e corpo e la più grande delle gioie umane. Il
medico greco, il cui nome è ancora legato al Giuramento dei medici moderni, sosteneva che le persone,
sebbene consapevoli della serietà delle loro condizioni di malattia, recuperano la propria salute anche
semplicemente attraverso il rallegrarsi della bravura del medico nel quale ripongono la propria fiducia.
Se la figura del medico è da sempre legata al concetto stesso di salute, non lo è da meno quella
dell’infermiere – anche se compare e si evolve in tempi più recenti – come professionista sanitario
responsabile dell’assistenza, della cura, della prevenzione e della riabilitazione della persona con bisogni
di salute. Come il medico e in modi tuttavia sottilmente diversi, anche se complementari, l’infermiere è
vicino alla persona e alla sua salute lungo tutte le fasi della vita, dalla nascita all’accompagnamento alla
morte. E lo fa con specifiche competenze ed autonomie.
Nella giornata che ne celebra la rilevanza sociale come diritto fondamentale dell’individuo – così
come in ogni giorno del suo esercizio professionale nei vari ambienti ospedalieri ed extra ospedalieri in
cui opera – l’infermiere incontra la salute e la percepisce come un indiscutibile bene primario ed
essenziale per il vivere bene di ciascuno, nel corpo e nello spirito.
Noi infermieri amiamo la salute, la conosciamo nella sua forma migliore, la tuteliamo quando
minacciata, ce ne prendiamo cura quando viene colpita dalla malattia. Scegliamo questa professione
proprio per difendere la salute e garantirla agli altri. Impariamo a conoscerne le caratteristiche buone, ad
identificare precocemente i segni e i sintomi che la sconvolgono, ad operare con competenza per
cercare di farla tornare quanto prima nelle persone che a noi si affidano e di cui ci prendiamo cura.
Vediamo ogni giorno, con occhi clinici ed empatici, ovunque siamo chiamati ad esercitare, come
malattia e salute si alternino vicendevolmente, con sorti diverse ed esiti talvolta imprevedibili, così che
lo stato di armonia della persona dipende dall’equilibrio di queste due precarie condizioni. Ci rendiamo
conto, prima di altri, della perdita della salute che avviene spesso in maniera drammatica e dolorosa.
Siamo soddisfatti della sua ricomparsa nei pazienti quando le cure mediche ed infermieristiche, messe in
atto in sinergia, raggiungono i risultati attesi secondo gli obiettivi elaborati in un programma
terapeutico. Ci riusciamo, insieme all’equipe sanitaria, perché siamo sempre al fianco della salute, ce la
sentiamo addosso tanto quanto vediamo e combattiamo la malattia. Siamo sensibilmente consapevoli
della sua bellezza e del suo valore. Siamo responsabilmente impegnati nella sua tutela promuovendola
tra i cittadini, in un patto che si rinnova ogni giorno. La proteggiamo garantendo la sicurezza delle cure.
La portiamo con noi, nella nostra mission. E cerchiamo di portarla a voi: in un letto dall’angolo perfetto
disfatto dal sudore e dal dolore, nelle corsie indaffarate e nei corridoi affollati degli ospedali, sui cigli
delle strade negli schianti della notte, nel silenzio triste delle Case di Riposo, nelle vostre case piene di
affetti.

Monica Vaccaretti, Consigliera OPI