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24 APRILE. GIORNATA MONDIALE CONTRO LA MENINGITE

24 APRILE. GIORNATA MONDIALE CONTRO LA MENINGITE
 

24 APRILE. GIORNATA MONDIALE CONTRO LA MENINGITE

L’esercizio professionale dell’infermiere nel rispetto

delle Linee Guida del Ministero della Salute

La meningite è un’infiammazione delle membrane (meningi) che avvolgono cervello e midollo spinale, causata da agenti virali e batterici quali il meningococco (sierogruppi A, B, C, Y, W135, X ) il pneumococco e l’Haemophilus Influenzae. Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa. La forma virale è la più comune, solitamente non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di una decina di giorni; la forma batterica è più rara ma estremamente più seria e può avere conseguenze letali.

Alla luce dei timori che ogni anno si diffondono tra la popolazione in merito ad alcuni periodici episodi di focolai di meningite nel nostro Paese, riportati dalla stampa e che vengono sempre prontamente individuati e segnalati alle autorità sanitarie competenti, si ricorda che l’analisi dei dati conferma che non esiste alcuna evidenza di emergenza di sanità pubblica a livello nazionale. Nel 2015 e nel 2016 si sono verificati in Italia quasi 200 casi per anno di malattia da meningococco. Tale andamento rispecchia il trend degli ultimi anni, con una letalità che riguarda il 10% dei casi. La diffusione della meningite in generale è bassa ed è rimasta costante negli ultimi cinque anni. L’unica variazione epidemiologica negli ultimi due anni riguarda il focolaio di meningococco C presente in Toscana che è però circoscritto in un’area specifica nella quale la Regione ha immediatamente predisposto l’offerta gratuita della vaccinazione ad una ampia quota della popolazione.

In base ai dati epidemiologici e alle evidenze scientifiche, il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) hanno elaborato nel 2017 un documento sintetico in cui si informa la popolazione sullo stato attuale della diffusione della meningite in Italia, soprattutto della forma più aggressiva, quella di natura batterica, e sulle vaccinazioni disponibili per prevenirla.

(http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_329_allegato.pdf)

L’infermiere, in quanto responsabile dell’educazione sanitaria secondo il suo Profilo Professionale, promuove la divulgazione delle corrette informazioni in materia di sanità pubblica, nel rispetto delle linee guida fornite dal Ministero della Salute. E ricorda quanto sia importante seguire il calendario vaccinale e consultare sempre il proprio medico in merito all’opportunità e alle tempistiche delle vaccinazioni e di rivolgersi a lui con fiducia in caso di dubbi e perplessità di fronte alla notevole diffusione di informazioni non corrette o incomplete che circolano sul web.

Dopo gli ultimi casi di meningite segnalati in Veneto e anche nel vicentino, si segnala che l’Azienda ULSS 8 Berica ha elaborato una valida guida informativa cui si raccomanda la consultazione (https://www.aulss8.veneto.it/nodo.php/814). Tra gli aspetti di maggiore ed immediato interesse per la popolazione presenti nel documento, segnaliamo i sintomi. La loro individuazione precoce permette ai sanitari di intervenire tempestivamente, con maggiori probabilità di regressione e guarigione. La malattia esordisce in genere bruscamente con febbre, cefalea (mal di testa) intensa, nausea, spesso vomito, rigidità nucale (difficoltà e dolore alla flessione della testa sul tronco), fastidio intenso alla luce (fotofobia). Nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti, mentre può esserci un pianto continuo, irritabilità e sonnolenza al di sopra della norma, e scarso appetito.

Si vuole ricordare infine che il vaccino va somministrato solo alle fasce di popolazione raccomandate e ai gruppi a rischio, per mantenere alta la protezione collettiva e individuale dalla malattia.

Le fasce più a rischio di contrarre l’infezione sono i bambini piccoli (al di sotto dei 5 anni di età), gli adolescenti e i giovani adulti (15 – 25 anni). Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.

I vaccini anti-meningococco sono vaccini raccomandati. Sono tutti inseriti nel nuovo Calendario vaccinale LEA, incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, ed è previsto siano offerti gratuitamente a specifiche fasce di popolazione, che sono quelle a maggior rischio di infezione.

Al di fuori delle fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio perché affette da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite, asplenia, etc.) ed è consigliato anche in presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi o dormono in dormitori, reclute militari, e per chiunque debba recarsi in Regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa).

Per soddisfare il bisogno informativo dei cittadini, gli infermieri raccomandano la popolazione di tenersi aggiornata in merito a questa patologia, di cui oggi si celebra la Giornata Mondiale di sensibilizzazione, consultando le guide ministeriali e quelle aziendali sanitarie locali come fonte sicura e altamente competente in materia. Gli infermieri restano inoltre a disposizione, accanto agli altri professionisti della salute, per consigli e approfondimenti.

Monica Vaccaretti, Consigliera OPI