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5 MAGGIO 2018. GIORNATA MONDIALE DELL’ IGIENE DELLE MANI

5 MAGGIO 2018. GIORNATA MONDIALE  DELL’ IGIENE DELLE MANI
 

5 MAGGIO 2018.

GIORNATA MONDIALE DELL’ IGIENE DELLE MANI

24 ore con le tue mani”

Le mani sono il primo strumento del corpo ed un mezzo di espressione che accompagna il linguaggio. Le mani toccano e stringono oggetti, favoriscono il contatto tra le persone. Consentono il lavoro e l’arte antica ed amorevole del prendersi cura. Permettono di realizzare i semplici gesti del vivere quotidiano. E il lavaggio delle mani, inteso sia come intima cura del corpo sia come norma pubblica d’igiene sociale, dovrebbe essere un gesto altrettanto semplice e salutare, immediato e spontaneo. Perché le mani sono altresì un potente veicolo di trasmissione di agenti potenzialmente patogeni.

Secondo l’OMS il lavaggio delle mani risulta essere il più importante ed efficace strumento di prevenzione per combattere la trasmissione delle infezioni. Tra gli interventi sanitari è considerato sicuramente il meno costoso. Pur essendo una buona e facile pratica per prevenire le malattie, il lavaggio della mani non è paradossalmente molto diffuso. Si è quindi di fronte ad un preoccupante problema di salute pubblica che colpisce centinaia di milioni di persone nel mondo e che potrebbe rappresentare una grave minaccia. E’ necessario quindi modificare i comportamenti sociali perché senza un cambiamento nelle abitudini, la continua inosservanza delle linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità continuerà a favorire la diffusione di malattie – evitabili con una semplice accortezza che diventi una buona abitudine – e ad incrementare l’incidenza delle infezioni ospedaliere.

Nonostante il sapone sia disponibile nella maggior parte della popolazione mondiale, dati rivelano che il tasso del suo utilizzo nei momenti in cui sarebbe indispensabile farlo (prima di cucinare o consumare i pasti, dopo le funzioni corporali, al momento del parto …) oscilla tra lo zero e il 34%. Ma il dato più allarmante evidenzia che sono in aumento le infezioni contratte negli ambienti ospedalieri correlate all’assistenza sanitaria. Risulta infatti che un paziente su dieci viene colpito da un’infezione mentre è curato, il 32% dopo un intervento chirurgico, e di questi la metà ha forme resistenti agli antibiotici. Secondo l’Oms, quando il corretto lavaggio delle mani viene rispettato dall’80% degli operatori sanitari, il rischio di contrarre un’infezione nosocomiale da batterio resistente praticamente si dimezza (-48%).

Recenti studi hanno confermato che il 15-30% delle infezioni nosocomiali possono essere prevenute con una accurata igiene delle mani. Risulta evidente che non tutti gli operatori sanitari rispettano la tecnica corretta. E da una revisione sistematica di 96 studi controllati emerge che complessivamente il tasso di aderenza al protocollo per l’igiene della mani è soltanto del 40%. Il tasso di aderenza è inferiore in terapia intensiva (30-40%) rispetto a quanto rilevato in altri reparti. Inoltre l’aderenza è inferiore tra i medici (32%) rispetto agli infermieri (48%). Le ragioni di questa scarsa aderenza al protocollo sono da attribuirsi al carico di lavoro, alla mancanza di tempo e ad alcuni disturbi della cute secondari al lavaggio frequente delle mani, come secchezza e irritazione.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche sottolinea quindi l’importanza di una scrupolosa osservanza, da parte di tutti gli operatori sanitari, delle procedure del lavaggio sociale e chirurgico delle mani secondo le linee guida dell’Oms, del CDC e del Ministero della Sanità. Il lavaggio delle mani deve essere considerato una priorità, così come il rinforzo di programmi di controllo e prevenzioni delle infezioni, se si considera anche il preoccupante fenomeno della resistenza agli antibiotici. Gli infermieri devono quindi aderire favorevolmente ai programmi di formazione elaborati dalle strutture sanitarie per far acquisire loro consapevolezza, sicurezza e aderenza alle misure adottate e alle pratiche raccomandate secondo le evidenze scientifiche.

Si ricorda infine che sono cinque i momenti critici in cui tutti gli operatori sanitari dovrebbero sempre lavare le mani accuratamente con acqua e sapone, anche se si utilizzano i guanti.

1. prima di toccare un paziente

2.prima di iniziare una qualunque procedura di pulizia e di asepsi

3. dopo aver visitato un paziente

4. dopo aver toccato qualunque oggetto nelle vicinanze del paziente

5. dopo il contatto con fluidi biologici e secrezioni corporee.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito della FNOPI, al sito dell’Organizzazione Mondiale della Salute, alle linee guida del CDC, al Ministero della Salute.

http://www.ccm-network.it/documenti_Ccm/prg_area1/Inf_Oss/Lg_internaz/LG_Oms_05-06.pdf

http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/rr5116a1.htm

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_3_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=dossier&p=dadossier&id=21

Monica Vaccaretti, Consigliere OPI